martedì 28 febbraio 2017

Moonlight

tre momenti della vita del giovane nero Chiron, cresciuto in un ambiente terribilmente degradato: questo è Moonlight, il film di Barry Jenkins che ha vinto l’oscar per il miglior film. Piccolo, così lo chiamano i compagni di classe, è un bambino chiuso in se stesso: sua madre si droga e riceve uomini in casa, a scuola lo prendono in giro; uno spacciatore dal cuore tenero lo prende sotto la sua protezione e gli fa conoscere la sua fidanzata Teresa, che ha nei suoi confronti attenzioni materne. Da ragazzo Chiron è ancora più bersagliato dai suoi coetanei; una notte però sulla spiaggia fa sesso con il suo amico Kevin e finalmente conosce la felicità. Lo stesso Kevin è costretto a picchiarlo per affermare la sua virilità; Chiron non ne può più e a scuola spacca una sedia in testa al capo dei bulli, finendo in riformatorio. Nell’ultimo atto di questo film (il testo nasce per il teatro) Chiron è un omaccione a capo di un giro di spaccio; rivedrà Kevin e forse… Tre attori molto diversi tra loro, e molto in sintonia, interpretano il protagonista riuscendo ad esprimere il suo dolore e la sua fatica di vivere soprattutto attraverso lo sguardo e la postura. Moonlight è anche una storia d’amore e di resistenza. Magari non proprio da Oscar ma bello, intenso.     

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