mercoledì 22 febbraio 2017

paura di Matilda

Julia fa le pulizie da noi la mattina da quando i ragazzi erano piccoli - ci ha seguito nel trasloco da Flaminio a Prati - si amministra in modo autonomo e non si ammala mai. Ora però si è dovuta operare agli occhi e mi ha intimato di cercare una sostituzione provvisoria per qualche settimana. Mi sono rivolta a Matilda, la pulitrice di mia suocera, perché lei dice che è bravissima e fidatissima, e l'aspetto venerdì alle otto, approfittando dell'appuntamento mattutino con Donatella Di Pietrantonio. Più ci penso, più sono terrorizzata. Al telefono mi è parsa una romena brusca: che penserà di me, che non so come si montano i pezzi dell'aspirapolvere, non ho mai usato l'asciugatrice, non so dove sono i detersivi e dove teniamo le chiavi per salire in terrazza, che invece di rassettare all'alba corro in palestra e nel pomeriggio invito scrittori con scarpe infangate a parlare di libri? Non ho paura che sparli di me con mia suocera (poverina, secondo me lei ha chiarissimo il quadro della mia inabilità domestica, e anzi non si aspetta che faccia la spesa, cucini e lavi i piatti, gli unici compiti che assolvo regolarmente), ho proprio paura di lei, della sconosciuta Matilda, del disprezzo che riverserà contro una che vive a casa sua come se fosse di passaggio. Julia, Julia che mi combini.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma perche' le donne implicitamente si lodano nel non sapere fare le cose di casa?
Ho un'amica professoressa alla Columbia University che dice di non sapere preparare un piatto di pasta -- come se questo fosse un segno dell'emancipazione femminile...
Io sono stata cresciuta da una madre architetto a dover sapere fare di tutto senza distinzioni.

volevoesserejomarch ha detto...

hai ragione, più si sa fare meglio è, e hai ragione anche a tirare in mezzo le madri. La mia era una casalinga anarchica, per nulla entusiasta dei lavori di casa che faceva benissimo, e certamente ha influenzato il mio modo di vederli.