venerdì 31 marzo 2017

Elle

dopo aver visto Elle di Paul Verhoeven sono andata a ripescare l’intervista che avevo fatto qualche anno fa a Philippe Djian sul suo “Oh…!” il libro da cui è tratto il film. Dijan mi aveva detto di non essere interessato a una rappresentazione realistica della realtà e di aver fatto volutamente confluire sulla sua protagonista una serie incredibile di sventure per saggiarne la resistenza e studiare i rapporti di potere tra le persone. Isabelle Huppert riesce benissimo a calarsi nei panni della spigolosa e imperscrutabile Michelle, violentata in casa sua da un uomo mascherato che decide di non denunciare, e alle prese con un figlio scemo, un amante assillante, una madre attratta da giovinastri, e soprattutto con l’enorme macchia di un padre stragista condannato all’ergastolo. Il film però un po’ mi ha deluso: dopo la prima mezz’ora in cui tiene alta la tensione, svelando una a una le difficoltà in cui Michelle si dibatte, mi pare che non sappia più dove andare a parare (o forse ero io a essere stanca o a ricordarmi come andava a finire). Comunque sono convinta che, se invece di passare una sera al cinema con Verhoeven, la passate con il romanzo di Djian, ci guadagnate.    

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