sabato 25 marzo 2017

il potere del sushi

andiamo a cena fuori, scrive il marito a metà mattina sulla chat familiare di WhatsApp. La figlia risponde, non ora: sta andando all'Ergife, l'alberghone romano dove affronterà la prova di ingresso alla Luiss (lei in realtà vorrebbe essere presa alla Bocconi, finirà che non l'ammettono né qui né lì, la concorrenza è agguerrita). Io non vengo, risponde il figlio, legato ai suoi riti del venerdì. Verso le sette e mezza di sera, la chat si rianima, la figlia è disponibile, bisogna scegliere dove andare. Per farla contenta nomino il giapponese sotto casa. E' un attimo, ricompare anche il figlio, ci vediamo lì alle otto e mezza. Seduti al tavolo tondo, di fronte a pezzettini di pesce ben avvoltolati nel riso, i due figli sono tutti un sorriso. Si parla del loro futuro, il marito insiste sui piani B: se non ti prendono a Maastricht, se non ti prendono alla Bocconi, dove andate, che fate? Sornioni, senza posare le bacchette con cui tengono stretto il cibo pregiato, rispondono, restiamo a casa con voi, a pa' il lavoro ce lo trovi tu.

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