sabato 4 marzo 2017

Jackie


di Jacqueline Kennedy al regista Pablo Larrain interessa sottolineare un sentimento: la rabbia. Sceglie di raccontare la moglie di John a distanza di pochi giorni da quando la sua protagonista si è trovata con il cervello del marito in grembo: dà un’intervista e ripercorre con la mente l’attentato e l’organizzazione del funerale. Jackie è rabbiosa perché le hanno ucciso il suo uomo, è rabbiosa contro il presidente Johnson che con il cadavere ancora caldo gioisce del suo nuovo ruolo, è rabbiosa contro chi vuole proteggerla e tenerla lontano dai riflettori, ma soprattutto è rabbiosa perché è stata solo due anni alla Casa Bianca, pensava di aver scalato il tetto del mondo, si sente ridotta a una nullità e si chiede se ne è valsa la pena. È un film cupo e ossessivo Jackie, e Natalie Porter è costretta a dare una certa fissità al suo personaggio. Confezione impeccabile, ma per dire quello che dice novanta minuti sono troppi.

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