domenica 5 marzo 2017

La più amata


un padre terribilmente ingombrante, così ingombrante che a distanza di ventisei anni dalla sua morte, la figlia, che ne ha già adombrato la figura in altri romanzi, decide di prendere la questione di petto e di scrivere di lui, utilizzando nome e cognome e ricostruendo anche gli anni antecedenti la propria nascita. Lorenzo Ciabatti, dunque è al centro de La più amata di Teresa Ciabatti, in uscita da Mondadori. Il Professore, come lo chiamano tutti al San Giovanni di Dio di Orbetello, ma anche fuori di lì, è una potenza: proprietario di case e terreni, primario a trentun anni, non ha che da schioccare le dita per veder accorrere una folla desiderosa di esaudire le sue richieste. E l’abuso del potere, più che la tirchieria, più che le bugie, più che la condotta ambigua, è quello che Teresa gli rimprovera, anche perché da bambina lei ha vissuto della sua luce riflessa, esaudita in ogni capriccio; prendere contatto con la realtà negli anni dell’adolescenza è stato oltremodo drammatico. C’è uno strano effetto ottico nel libro: la figura del Professore che giganteggia nella prima parte, si riduce man mano che la narrazione procede e non solo a causa del suo tracollo economico e fisico, della separazione dalla moglie; è proprio lui che diventa meschino agli occhi della figlia che lo ha idolatrato. E il libro che sembrava nato dal desiderio di scavare nelle pieghe nascoste dell’uomo, di fornirne un ritratto completo, alla fine butta lì qualche ipotesi (è stato un massone? ha avuto relazioni con altre donne o forse con uomini?) senza arrivare fino in fondo (come ha fatto la madre di Teresa che per un po’ gli ha messo alle costole un investigatore e poi ha lasciato perdere). Il punto è un altro: passati i quarant’anni, avuta una figlia, Teresa, sempre pronta a definirsi “anaffettiva, discontinua, egoista, diffidente” doveva fare i conti con il proprio passato, conciliare la bambina al centro dell’attenzione con la ragazza che fatica a farsi notare alle medie, “la più amata” dal padre con la figlia trascurata (al compleanno dei sedici anni suoi e del fratello gemello lui viene a trovarli a Roma ed è convinto che compiano diciotto anni), la futura attrice filosofa ministra con la scrittrice che è diventata. Una brava scrittrice, possiamo aggiungere, perché per quanto ossessivo, depresso, narcisista La più amata si legge d’un fiato e disturba il lettore come solo i bei libri sanno fare.

1 commento:

azzurropillin ha detto...

Ti consiglio questa recensione,mi sembra aggiungere una chiave di lettura interessante http://matteobblog.blogspot.it/2017/03/libri-da-leggere-1-ciabatti.html?m=1