domenica 19 marzo 2017

schiantata da Libri Come


mai festival è stato più faticoso, saranno stati i corridoi pieni di gente, o l’anticamera della sala stampa dove si chiacchierava ad alta voce, con troupe che si sovrapponevano alle troupe, o la cavea dove i bambini urlavano con quanto fiato avevano in corpo: dovunque provassimo a girare per me era difficilissimo concentrarmi e avere l’attenzione degli scrittori. Da mezzogiorno alle sette, dieci interviste quasi sempre al freddo e in piedi. Poi ripenso a Eshkol Nevo che non solo si ricordava di avermi già incontrato, ma mi ha anche scritto sul libro “thank you for you wonderful domandi”, alla stima e gratitudine nella dedica di Alessandra Sarchi, alla simpatia di Andrea Piva, a Carolina che era lì a darmi il supporto di una faccia amica (oltre che a twittare per rai letteratura), a papà che non ha rinunciato a entrare in scena complimentandosi con Hisham Matar e rivelandogli di avere quasi ottantotto anni e di essere l’orgoglioso padre della sua intervistatrice. Alla fine non una giornata da buttare. Da buttare sono io in questo momento, schiantata dal meno accogliente dei festival.

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