giovedì 6 aprile 2017

Da dove la vita è perfetta

è un romanzo di polarità Da dove la vita è perfetta di Silvia Avallone, appena uscito da Rizzoli. Da una parte Adele, diciassettenne rimasta incinta per sbaglio o per dispetto, dall’altra Dora che per avere un figlio si è sottoposta a ogni cura, farebbe qualunque cosa. E poi ci sono nel libro due Bologne distantissime tra loro, quella dei Lombriconi, la periferia degradata dove spaccio e violenza sono all’ordine del giorno e tutti sanno i fatti di tutti, e quella dell’ambiente universitario e borghese. Anche i destini dei due ragazzi del libro divergono completamente: Manuel e Zeno crescono insieme, accomunati dall’avere famiglie disastrate e un grande amore per i libri, ma mentre il primo, attratto dalla ricchezza facile si perde e va a finire in galera, il secondo frequenta il liceo classico e continua a coltivare i suoi sogni. E se Zeno s’identifica nel protagonista dell’Educazione sentimentale di Flaubert e vive più nei romanzi che nella realtà, la madre di Adele parla con Barbara D’Urso:  un’altra contrapposizione è quella tra letteratura/televisione. Comincia nel bel mezzo di un parto Da dove la vita è perfetta e da lì trascina il lettore, portandolo avanti e indietro nelle vite dei personaggi, facendoci sentire i loro tormenti e descrivendo la loro origine. Dall’esperienza della maternità, da poco vissuta, Silvia Avallone ha tratto un romanzo sentito e convincente sulle responsabilità dei genitori e su quelle dei figli, sul divario tra aspettative e realtà, sull’imprevedibilità delle nostre stesse scelte. Pronto per diventare un film.

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