lunedì 10 aprile 2017

i giorni isola


ci sono dei giorni in cui riprendi a respirare. Ti lasci alle spalle una settimana faticosa, un fallimentare pranzo familiare (suocera che non si sente bene, cognato che parla al telefono mentre mangia, padre che per  superare l’imbarazzo improvvisa una conferenza sui cambiamenti climatici), sali su una macchina piena di amici e vai. L’unica cosa da cui devi difenderti è il cinghiale che si presenta a tavola prima sotto forma di sugo, poi di spezzatino: tu chiedi le fettucine al pomodoro e vedi il ristoratore umbro che se la prende come un affronto personale (quando rifiuti anche la faraona, è ormai rassegnato). Nonostante la partenza ritardata e la sosta dal macellaio richiesta dal marito, siamo riusciti a camminare due ore nel silenzio di un boschetto, chiacchierando animatamente nei pezzi piani, stringendo i denti in salita. Lugnano in Teverina è un paese minuscolo e molto ben tenuto, Michele che c’è nato e cresciuto, ce l’ha fatto esplorare passo passo. Oggi ritorno al lavoro non particolarmente felice. Mi hanno mandato con troupe a seguire un convegno imbarazzante e la collega rai che mi avevano assegnato come supporto era così frustrata che parlava da sola, borbottava che l’anno scorso aveva letto sedici libri, sedici!, e che invece di valorizzare la sua cultura era sottoutilizzata. Per consolarmi avrei bisogno di un’altra gita domani.

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