mercoledì 26 aprile 2017

il montatore bravo e depresso

ricaricata da due giorni di vacanza (ieri sera abbiamo festeggiato all'immancabile ristorante giapponese i diciannove anni del figlio e prima avevo fatto la turista al Palatino con il marito), oggi ho potuto affrontare il montaggio di venticinque interviste, più gli estratti per facebook. Ero certa che lo sconosciuto montatore si sarebbe spaventato per la mole di lavoro, mentre il giovane di Ragusa che mi aspettava puntuale nella sua postazione si è messo all'opera alacremente ed è riuscito a venire a capo dell'impresa. Nei tempi morti delle lavorazioni è uscito il suo dramma di quasi quarantenne (sembrava più ragazzino d'aspetto) precario sul lavoro e frustrato nelle ambizioni. Si è laureato in scienza delle comunicazioni, sa girare, montare; ha lavorato dieci anni per un'azienda che a un certo punto gli ha offerto un part time senza dignità; se n'è andato ricominciando da capo. Sogna di andare all'estero, ma finché ha i genitori in Sicilia non se la sente di partire. Ogni giorno attraversa Roma sul motorino in mezzo al traffico schivando le buche e ogni giorno si sente più triste e demotivato. Non lo ha detto, ma Marco ha tutte le caratteristiche di un elettore cinque stelle, uno di quelli che pensa che le cose in Italia peggio di così non potrebbero andare. Pd se ci sei batti un colpo o al governo ci troviamo quelli che governano Roma (e la depressione di Marco non potrà che peggiorare).

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