mercoledì 5 aprile 2017

la mia fiera

alle nove e mezza salgo nella macchina dell'operatore e del fonico alla stazione di Bologna. Alle dieci il set è pronto e cominciamo le interviste. All'inizio il ritmo è blando; gli scrittori sono in giro per le scuole a incontrare i ragazzi. Verso mezzogiorno arrivano a frotte. La prima è Gaia Guasti, preoccupata per la sua voce roca e sospettosa nei confronti della liberatoria. Poi è la volta di Guia Risari che si lamenta della pozza di pipì trovata nel bagno dei maschi e di chi dice che i suoi sono libri per bambini mentre sono libri per tutti (sulla pipì torna pure a fine intervista per ribadire l'inciviltà degli uomini). Mino Milani vecchissimo (in realtà pressoché coetaneo di mio padre) m'incanta per l'entusiasmo che ancora coltiva per la scrittura e per il suo giovane pubblico (avrò anche giocato sempre in un campionato di serie B o C, dice, ma quanto mi sono divertito!). Nicola Cinquetti è sintetico e sorprendente come i suoi racconti di Ultimo venne il verme; Antonio Ferrara impegnato e appassionato come il suo Casa Lampedusa. Intervisto anche traduttrice e  illustratrice di Quella peste di Sophie: la prima, simpatica e un po' svampita, mi fa un racconto appassionante della vita di Madame de Ségur, la seconda è francese, super timida, giovane e in grande imbarazzo. Arrivano le due e mezza, l'ora del premio Strega ragazze e ragazzi, e a me manca l'olandese lettore di Piccole donne. Sono affranta. Vuoi vedere che mi perdo il vincitore? Invece vince Garlando con la sua storia di Che Guevara e l'olandese Lindelauf lo recupero alla fine dell'affollata cerimonia. Scherziamo sul fatto che riesce a esprimere concetti profondi in un italiano quasi perfetto e quando deve dire che uscirà il seguito di Nove braccia spalancate lo ripete tre volte, ogni volta peggio dell'altra. In tutto questo non mangio né bevo e così gli operatori: due angeli. Mi scodellano alla stazione in tempo per farmi salutare il mio amico Vito che arriva in bicicletta dalla banca e in cinque minuti ci aggiorniamo su mogli mariti figli e amici. Per la foga salgo sul treno sbagliato che fa due fermate in più (ma sempre a Roma arrivo stasera). Tra andata e ritorno mi sono tracannata il romanzo di Silvia Avallone e mi è pure piaciuto.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Da ragazzo leggevo Mino Milani, se mi sono innamorato dell'Isola del tesoro è per la sua versione a fumetti con Hugo Pratt: altro che serie B o C