mercoledì 12 aprile 2017

Libere disobbedienti innamorate


Leila e Salma dividono un appartamento a Tel Aviv; sono due giovani a cui piace fumare, bere, divertirsi. Arriva da loro Noor, anche lei palestinese, ma infagottata nei vestiti, con i capelli coperti e un fidanzato che nomina Dio ogni due parole. Il fidanzato si rivela uno stupratore e Noor distrutta dal dolore e dallo sconcerto viene consolata dalle due coinquiline. Ma anche le altre non se la passano bene: pur molto corteggiata dagli uomini, Leila non ne trova uno che la accetti con i suoi vestiti provocanti, la sigaretta sempre accesa, la bottiglia in mano (non siamo in Europa, le dice il tipo di cui si era innamorata) e Salma, ogni volta che torna dai suoi, deve affrontare imbarazzanti pretendenti, finché non fa scoppiare lo scandalo portando a casa la ragazza che le piace. La regista Maysaloun Hamoud incentra il suo film Libere, disobbedienti, innamorate (titolo italiano di rara bruttezza) su tre donne ostacolate nel desiderio di essere se stesse. In Israele è così, da noi poco ci manca. Efficace.

Nessun commento: