lunedì 17 aprile 2017

Mia amata Yuricho


in questo tour de force di letture in vista del fine settimana milanese mi sento come un goloso che sta perdendo il gusto del cibo a causa di ripetuti e forzati banchetti. Sazia o non sazia, Mia amata Yuriko, il romanzo di Antonietta Pastore, uscito da Einaudi l’anno scorso, l’ho apprezzato molto e alla fine mi sono pure commossa. La cornice è quella del rapporto tra la stessa autrice e sua suocera (un rapporto di tale confidenza, rispetto reciproco, affetto da resistere anche alla fine del matrimonio che ha generato la parentela). Pastore, traduttrice italiana di Murakami e di altri scrittori giapponesi, racconta un viaggio con Misako, sua suocera, a Etajiama dalla sorella di questa Yuriko. Preoccupata all’idea di incontrare una folta rappresentanza dei parenti del marito e di essere giudicata in quanto straniera, la protagonista non manca di provare curiosità verso la donna che le ospita: è divorziata, ma sembra nutrire sentimenti romantici verso l’ex marito, e ha un’aura di tristezza addosso che le pare inspiegabile. Il libro procede su due binari paralleli: c’è il pranzo a casa del fratello maggiore di Misako, il viaggio di ritorno, la decisione di divorziare dal marito maturata nel tempo, le visite a Misako anche dopo il ritorno in Italia, e poi c’è l’appassionante racconto a tappe della vita di Yuriko. Attraverso la drammatica storia del suo matrimonio con Yoshi, Pastore illumina diversi tratti del carattere giapponese e della storia recente del Giappone e insieme ci restituisce il ritratto di una donna piena di forza e di dignità. Yuriko e Yoshi sono molto innamorati quando si sposano e i genitori di lui, di una classe superiore, non si oppongono a causa dell’emergenza bellica. Sopravvivono entrambi alla guerra (lui al naufragio del sottomarino e alla prigionia, lei alla bomba di Hiroshima), ma dopo essersi rivisti si separano per sempre. Non dico altro per non rovinare il finale. Pastore ama il Giappone eppure ne mette in luce aspetti molto inquietanti. Ha deciso di scrivere di Yuriko dopo i fatti di Fukushima: se leggerete il libro scoprirete perché.

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