lunedì 24 aprile 2017

Tante piccole sedie rosse


comincia con toni quasi fiabeschi Tante piccole sedie rosse, il romanzo di Edna O'Brien, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Giovanna Granato: un uomo barbuto si presenta in un piccolo villaggio irlandese e gli abitanti accorrono incuriositi. L'uomo, che si fa chiamare Vlad, si stabilisce a Cloonoila ed esercita la professione di guaritore e sessuologo, ma compone anche poesie e incanta i bambini del posto portandoli in gita. La quarantenne Fidelma, che spasima per avere un bambino e non sopporta più Jack suo marito, che è molto più vecchio di lei e geloso, s'invaghisce di Vlad e vuole restare incinta di lui. Ci riesce, poi tutto precipita: lui viene arrestato, è un boia dei Balcani in fuga dalle sue colpe; lei finisce nelle grinfie di tre mostri ubriachi che cercavano lui e infieriscono nel modo più bruto sul corpo della donna incinta. Ci sono una seconda e una terza parte in questo libro, dedicate alla sopravvivenza di Fidelma nella Londra dei diseredati. O'Brien è bravissima a raccontare gli effetti del male e i suoi attori. Il dolore di Fidelma che, allo strazio fisico aggiunge quello morale, il come ho potuto affidarmi a quell'uomo, come non ho saputo vedere chi era davvero, azzanna i lettori. Che bel romanzo, che capacità di coniugare le atmosfere senza tempo della narrativa irlandese con il ritratto realistico dell'orrore storico da un parte e dall’altra con il ritratto degli stenti che sopportano gli immigrati nelle nostre città.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il romanzo più bello che ho letto sino a oggi nel 2017