domenica 16 aprile 2017

senza ipocrisia non c'è famiglia

i miei spaghetti alle vongole non erano affatto cattivi, e anche se lo fossero stati, non era proprio il caso che i figli li schifassero così platealmente. Tutti nervosi oggi, chi per un verso chi per un altro, e io che all'alba ero già dal pescivendolo, ho rimpianto i pranzi nella mia famiglia, in cui nessuno criticava mia madre, qualunque cosa ci propinasse. Altri tempi, altra educazione (quella che ho dato io: pessima). Il figlio voleva a tutti i costi tornare a Roma e due gocce di pioggia gli sembravano la scusa migliore per partire. Il padre, che all'inizio era d'accordo con lui, ha cambiato idea e siamo rimasti. Alle cinque, tornando dal mare, con la testa rintronata dalle letture, ho trovato il figlio steso sul letto con lo sguardo fisso al cellulare. Mi volete con voi e ognuno si fa i fatti suoi: obiezione inattaccabile. Ho proposto una passeggiata sulla costa sopra la grotta e a sorpresa i due uomini mi hanno seguita. C'era una bellissima luce e una bellissima vista, padre e figlio taciturni, il primo per il fiatone, il secondo per un concentrato di malumore. Dalla casa dei vicini è tutto un risuonare di buona pasqua, chiacchiere e risate: nonni, figli, nipoti. Com'è verde la loro erba.

1 commento:

Anonimo ha detto...

La loro sarà verde, ma la vostra, grazie al figlio, senza dubbio migliore