venerdì 12 maggio 2017

a Ravello

alle nove eravamo già in macchina. Per portarmi a Ravello il marito ha preteso una sosta a Gragnano per fare incetta di pasta artigianale; ce la siamo cavati piuttosto rapidamente e poi ci siamo inoltrati su una stradina piena di curve che portava al borgo medievale di questa cittadina (niente di che, ma le montagne piene di verde intorno sono uno spettacolo). Ci siamo seduti al tavolo di un ristorante in cui c'era un solo avventore, che dopo aver canterellato tra sé e sé e tenuto banco con il cameriere, ha attaccato discorso con noi, dicendo di essere un napoletano innamorato di Roma. Ci teneva a farci sapere di aver vissuto nella nostra città per quarant'anni, mantenendosi con l'attività di attore e poeta. Sembrava uscito da un film di De Crescenzo e in effetti lo era! Ha chiesto al cameriere di scriverci su un foglietto il suo nome e si è raccomandato di cercarlo su Google: Gerardo Sala, attore in Così parlò Bellavista. A fatica ci siamo separati da lui per avviarci verso Ravello. La strada risultava ininterrotta e pensavamo di dover fare il giro da Minori, ma il marito ha chiamato l'albergatore che gli ha consigliato di ignorare l'avviso e la barriera messa di traverso per non restare imbottigliato nel traffico della costiera (abbiamo scoperto che la strada è chiusa da due anni e che tutti la fanno, persino i grandi pullman, schivando le pietre che occupano a tratti la carreggiata). Ravello bellissima, piena di fiori, con una vista spettacolare. Ci voleva uno stacco così.

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