domenica 14 maggio 2017

allergica al paradiso

stamattina del mio raffreddore non c'era più traccia. In compenso l'idea di passare tre quattro ore sdraiata in piscina senza far nulla, pur nello scenario splendido di Villa Cimbrone, mi inquietava. L'alternativa era avviarmi a piedi verso Amalfi da sola (il marito aveva già detto che non avrebbe più mosso un passo) e poi di corsa prendere un autobus per tornare su. Alla fine ho ripiegato sulla scelta più comoda: lettino e lettura (avevo tutto il romanzo di Fois in pdf da finire entro oggi). Dopo un po' mi ballavano gli occhi e ho attraversato per l'ennesima volta la villa fino all'affaccio sulla scogliera. Di nuovo naso che cola e occhio che lacrima: quindi più che raffreddata dovevo essere allergica a qualcuna delle magnifiche piante del giardino di Ravello. Il marito ha avuto la conferma del fatto che non so rilassarmi. Un'altra cosa che non so fare è subire le attenzioni troppo solerti dei camerieri: non vedevo l'ora di tornare a versarmi da sola l'acqua. Tornando da Ravello abbiamo fatto tappa a Ercolano. C'ero stata da bambina e non me la ricordavo per niente. Si entra nel parcheggio sotterraneo  e si scopre con sgomento che le macchinette sono fuori uso e non c'è  nessun biglietto da ritirare. Gli scavi sono tenuti abbastanza bene anche se intorno ci sono dei palazzetti miseri che ci affacciano proprio sopra. Una Pompei in miniatura, perfetta per una visita rapida. I miei figli sono stati ipernutriti al ristorante dal nonno, stasera sono ancora in vacanza.

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