giovedì 18 maggio 2017

ci mancava solo Paco

ieri mentre mi avviavo a mensa mi ha chiamato  l'ufficio stampa di nuova frontiera felice di fissarmi un appuntamento con Paco Ignatio Taibo II. Il riso in bianco mi è andato di traverso: il suo libro l'avevo  lasciato indietro, contando sul fatto che lui avrebbe avuto tanti impegni e a me mi avrebbe saltato. Così nel pomeriggio ho finito di rivedere le domande, di stamparmi tutto e, appena arrivata dal parrucchiere, ho preso in mano Ombre sull'ombra e mi ci sono tuffata con ardore disperato. Sono un'uscita da lì un'ora e mezza dopo più spettinata di prima (non mi sonno fatta fare la piega, ero stufa di stare là dentro, dovevo ancora fare la spesa e andare da Giulia) e con le idee molto confuse riguardo al romanzo che  avevo appena finito di leggere. In più mi angustiava non aver potuto fissare le interviste su Don Milani per la latitanza dell'ufficio stampa. Ora su questo versante si è aperto uno spiraglio e Pietro ha detto che Paco è simpatico e brillante, qualcosa di buono uscirà. Sono sul treno con Carolina di fronte, un romanzo americano sulle ginocchia e Carlo nell'altro scompartimento. Buona compagnia e la tensione si è sciolta.

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