lunedì 15 maggio 2017

Del dirsi addio


una coppia che litiga in un ristorante alla presenza del figlio, una sosta di notte lungo la strada per fare pipì, il bambino di undici anni che scompare dal sedile posteriore: c’è un giallo nel nuovo romanzo di Marcello Fois, Del dirsi addio (Einaudi), ma al centro dell’attenzione dello scrittore non c’è tanto la famiglia spezzata quanto il commissario che indaga sul caso. Sergio Striggio è un poliziotto anomalo: per prima cosa è gay ed ha un amatissimo compagno, Leo, anche se non lo presenta a parenti e colleghi. E poi è colto, da piccolo era fissato con Leon Battista Alberti e tutti si aspettavano da lui grandi cose, non che facesse il mestiere del padre, Pietro. Quest’ultimo è sempre stato una presenza ingombrante nella vita di Sergio, non sono mai andati d’accordo, e la malattia e la morte della madre hanno alzato il livello delle loro ostilità. Ora Pietro sta morendo di cancro e accetta l’invito di Sergio a Bolzano. La ricerca del bambino va di pari passo all’evoluzione del rapporto tra padre e figlio. Un marito infedele, una madre che ha avuto un’infanzia terribile, una maestra instabile, un prete angosciato, una zia che di nascosto tira le fila… tra questi personaggi deve orientarsi Sergio per trovare il bandolo di una matassa alquanto intricata. Intanto l’ispettrice capo Menetti s’innamora di lui e farebbe di tutto per vincere la partita contro Leo. La veste narrativa è apparentemente diversa, Bolzano è quanto di più lontano c'è dalla Sardegna, ma Del dirsi addio, come altri romanzi di Fois, parla di famiglie che si autodistruggono e di famiglie che si ricompongono, della difficoltà che abbiamo noi umani a capire chi siamo e a farlo capire agli altri.

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