martedì 16 maggio 2017

enchanté

Olivier Bourdeaut ha un'aria da ragazzo, basso di statura, abbronzato, bel sorriso. Si è presentato alle dieci insieme a una giovane nera, alla bravissima traduttrice dal francese e a Daniela dell'ufficio stampa. Mi ha detto, enchanté, si capiva che era di buon umore. Io ero di corsissima, già proiettata sulle mille cose da fare in Dear in vista della partenza per Torino. Li ho fatti sedere e ho acceso la telecamera mentre lui mi chiedeva se mi era piaciuto Aspettando Bojangles (sì mi era piaciuto). Avevo letto sue interviste molto laconiche; oggi parlava parlava. Gli piaceva anche sentirsi tradotto, ha detto che in italiano le sue parole suonavano più intelligenti. Un tipo pieno di energia. Dieci minuti ed eravamo tutti fuori di qui.

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