venerdì 26 maggio 2017

interviste à gogo


mi sveglio tutta piena di raffreddore e decido di alzarmi alle otto invece che alle sette. Mi aspetta un’intervista all’Istituto di studi germanici con il massimo esperto di Hans Christian Andersen. Per arrivare a Villa Sciarra devo solo imboccare le mura gianicolensi, ma sono così in catalessi che prendo il lungotevere e mi tocca fare un giro molto più lungo. Arrivo con cinque minuti di ritardo e gli occhi che lacrimano copiosamente. Bruno Berni si rivela una persona deliziosa e il suo ufficio è in un posto meraviglioso (anche se, non essendoci più nessun addetto ai giardini di Roma, la villa è invasa dalle erbacce e una vasca romana giace mal recintata in un angolo zozzo). Berni non è molto indaffarato e parlerebbe di Andersen per ore, mi dà anche un libro di una scrittrice danese che ha appena tradotto. Arrivo a casa in tempo per mangiare un boccone. Alle tre si presenta Matteo B. Bianchi e ci intratteniamo piacevolmente sull’amicizia tra Maria e Betty. Un’ora dopo è la volta di Rita Monaldi e Francesco Sorti e qui mi si apre un mondo. I due sono sposati, hanno qualche anno meno di me. Mi raccontano che facevano i giornalisti con scarsa fortuna in Italia, hanno scelto di andare a Vienna e di mettersi a scrivere insieme un romanzo. Hanno avuto fortuna e con il libro su Malaparte concorrono pure allo Strega. Affiatatissimi, religiosissimi, hanno due figli educati secondo principi rigorosi (niente televisione, videogiochi e neppure cellullari). La figlia già collabora alle ricerche per i loro romanzi e nei viaggi di lavoro se li portano dietro. Chiacchierando con loro non mi accorgo di quanto sia in ritardo Marco Ferrante. Si sono fatte quasi le sei e lui doveva venire alle cinque. Lo chiamo, farfuglia e si presenta alle sei e mezza, quando sto per crollare (e non ho ancora montato neppure un servizio). È molto interessato alla vista dalle mie finestre. Mi parla del libro e mentre sta prendendo l’ascensore mi chiede le mie previsioni sulla cinquina. Rivedrò tutti il 14 a casa Bellonci. Intanto il premio mi ha presentato uno spaccato di varia umanità.

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