lunedì 1 maggio 2017

Le donne e il desiderio


che Tomasz Wasilewski, classe 1980, conosca le donne è abbastanza evidente dal suo film, Le donne e il desiderio, così come è abbastanza evidente che le detesti. Per raccontare la Polonia anni novanta in cui è stato bambino, mette in scena tre personaggi femminili persi in sogni d’amore irrealizzabili. Una moglie che scopa selvaggiamente con il marito per sfogare le pulsioni che prova per il giovane prete; una preside disposta a tutto per riconquistare il medico di cui è stata amante per sei anni; un’insegnante in procinto di andare in pensione che s’innamora della vicina insegnante di aerobica e le fa agguati sul pianerottolo: in comune queste donne hanno l’ottusità con cui perseguono il loro obiettivo, la mancanza d’ironia e autoironia. La metafora di un paese che si consegna sempre a leader sbagliati? Che si crogiola nella sofferenza? La cosa migliore del film è la fotografia: su un grigio di fondo si stagliano corpi nudi, femminili e maschili, perfetti o sformati, e sono notevoli anche le riprese delle protagoniste di spalle mentre corrono ansimando. Neppure un filo di musica.  Come sanno essere punitivi i polacchi.

1 commento:

Livio ha detto...

Concordo al 100% sulla tua recensione, che dire inoltre della stima che ha per il genere maschile?
Chi si salva (è perduto)