martedì 2 maggio 2017

non andare a Ravello

al momento dovrei fare una cosa soltanto: non andare a Ravello. Per il compleanno del marito, il primo marzo, gli ho regalato due notti a metà maggio in un albergo panoramico sulla costiera amalfitana. Ora è lì che studia itinerario e possibili tappe; dovrei mantenere il punto e mandarlo da solo (o con chi vuole). Il fatto è che la sua crisi esistenziale me la sta rovesciando addosso, mi fa i dispetti (non mi porta a Parigi, ma a Ravello ci tiene che vada), vuole farsi desiderare.  Altro che coppia libera: il suo problema è legarmi più strettamente a sé e trascinarmi nel suo baratro di incertezza e malessere. Io puntualmente casco nelle sue trappole e mi identifico con chiunque nei film o nei libri subisca un compagno fedifrago. Lui è fedifrago a modo suo: non mi tradisce (ne sono quasi sicura), mi provoca. Ci vorrebbe un bel treatment: perché non va dal Castellitto di turno a parlare di quello che non va nella sua vita e nella sua testa?

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