giovedì 11 maggio 2017

Tra loro

Richard Ford l’ho scoperto tanti anni fa e non c’è un suo libro che non mi sia piaciuto, è uno scrittore in cui mi ritrovo per quanto racconti storie lontane dalla mia. È successo anche con Tra loro, che esce ora da Feltrinelli, tradotto da Vincenzo Mantovani.  Qui Ford raccoglie due memoir sui propri genitori scritti in tempi diversi. Ricostruendo prima la figura del padre e poi quella della madre (anche se poi ci rivela che l’ordine di scrittura è stato inverso) Ford s’interroga sulla natura del suo rapporto con loro, su quello che gli hanno insegnato, su quello che si sono detti e su quello che non si sono detti. Il padre faceva il rappresentante di commercio, vendeva amido in giro per gli Stati del Sud; la madre lo accompagnava, erano in una specie di tournée  permanente che li rendeva felici. Dopo quindici anni di matrimonio non pensavano che avrebbero avuto figli; la sua nascita li coglie di sorpresa e interrompe la loro vita in simbiosi, la madre si deve fermare per accudirlo e il padre torna a casa solo nei week end. Ford sottolinea che padre e madre sono stati due persone amabili e serene; al padre piaceva vendere e girare in macchina, alla madre piaceva essere moglie. Non è una storia senza ombre; Ford accenna ai problemi di cuore del padre, ai suoi attacchi di ira, alla volta in cui lo picchia dopo un litigio su un albero di natale, ma non è questo che gli interessa mettere in scena. Si chiede Ford (e il lettore con lui): chi era davvero mio padre, chi ero io quando ero bambino e cosa ci saremmo detti da adulti se lui fosse vissuto più a lungo. Il padre muore quando lui ha sedici anni e qui si apre la seconda parte della storia, quella riguardante il rapporto madre-figlio.  C’è un ricordo che potrebbe star bene in uno dei romanzi di Ford: la madre che, una volta finite le visite di condoglianza e i pasti portati dai vicini, chiama a sé il figlio e gli dice che da quel momento in poi dovranno essere due soci, lei andrà a lavorare e lui dovrà comportarsi in modo responsabile a scuola, non crearle problemi. Poi c’è la scena di lei che lo accompagna all’università in Michigan e lo saluta piangendo perché sa che da quel momento in poi a lui non resta che diventare grande e a lei invecchiare. La madre ha il cancro, si cura, guadagna diversi anni di vita; si vedono quando possono; si parlano al telefono; lei muore. Nel doppio memoir di Ford non c’è spazio per la sua carriera successiva di scrittore, solo il pudico accenno “i miei genitori non erano fatti di parole”.  Immergendosi in Tra loro il lettore vede materializzarsi davanti ai suoi occhi i fantasmi dei propri parenti, riemergere episodi della propria infanzia: è questo il potere della grande letteratura.    

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