giovedì 29 giugno 2017

a Papagayo

con la mini abbiamo attraversato l'isola, puntando alle spiagge più famose, quelle di Papagayo, che si raggiungono con uno sterrato di circa quattro chilometri. Il cielo era coperto, poi il vento ha spazzato parzialmente le nuvole. Il posto è davvero splendido: una serie di spiagge gialle con sabbia fine circondate da colline rossastre, acqua azzurra non troppo fredda, e basta camminare un po' per trovarsi da soli. Tra una lettura e un bagno ci siamo messi a fare piani per agosto. Al momento l'idea sarebbe quella di andare negli Stati Uniti per una decina di giorni. Boston, Washington e la strada per arrivare da una all'altra. Mi piacerebbe anche andare a trovare mia sorella a Indianapolis, ma tra i suoi impegni e i nostri pochi giorni non so se ce la faremo. Tornando dal mare ci siamo fermati a visitare la casa di César Manrique, un artista nato a Lanzarote nel 1919 che, dopo aver vissuto a Madrid e New York, è tornato a vivere qui e si è impegnato per tenere la sua isola al riparo dalla speculazione edilizia. La sua casa è bellissima: ha un piano interrato scavato nella lava e passaggi e finestre che la immergono nel paesaggio. La tappa successiva è stata il giardino dei cactus: pieno di variazioni sul tema pianta spinosa. Stasera fa freddo o forse abbiamo preso troppo sole; di certo si sta bene rintanati nelle nostre due stanze, con la finestra ben chiusa.

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