martedì 13 giugno 2017

al premio strega giovani

soffocando di caldo alle tre di pomeriggio mi sono messa il vestito più leggero che avevo, una cosa che avevo comprato anni fa per il matrimonio di una mia amica. Mentre arrancavo verso la Camera sui miei tacchetti, pensavo forse è troppo corto, mi rimanderanno a casa, forse non troverò l'accredito, mica hanno risposto alla mia mail. Non avevo considerato l'ipotesi di venir trattata come un fotografo e come tale fatta salire alla sala della lupa alle quattro, dopo essere rimasta per mezz'ora in piedi sotto il sole (e sui tacchetti scomodi, con un vestito con cui non potevo sedermi per terra). Nella sala un sacco di facce amiche: il mio amato professor Serianni (di cui domani vado a sentire l'ultima lezione alla Sapienza); i dodici dello Strega, tutti più o meno passati per casa mia; Isabella D'Amico sempre più eterea e londinese. Un'oretta di discorsi e musica, poi i tre finalisti, tutti e tre di mio gusto: Cognetti, Rossari, Marchelli. Ha vinto Cognetti, a cui io darei anche lo Strega adulti. Sprizzava sudore e felicità. Un po' come me quando mi sono tolta il vestito e i tacchi.

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