venerdì 23 giugno 2017

con Giuseppina Torregrossa

Giuseppina Torregrossa l'avevo intervistata anni fa sul suo amore per Natalia Ginzburg. Era dicembre ed eravamo in un'affollata fiera del libro. Oggi mi ha sorpreso per il suo bell'aspetto: alta e dritta, abbronzatura perfetta, capello grigio elegantissimo, sorriso contagioso. Abbiamo parlato del suo Cortile nostalgia e poi mi ha detto che in questo periodo vive più volentieri a Palermo che a Roma. Parlando della sua città natale le brillavano gli occhi: fa lì del volontariato all'Alberghiera con gli immigrati e trova che ci sia un'atmosfera di grande fermento. Il contrario della stagnazione romana. Lei con Roma non ha mai avuto un rapporto semplice, mi ha raccontato di esserci arrivata a quattordici anni con il padre magistrato e il resto della famiglia. Abitavano alla Balduina, frequentava una scuola di suore, e a causa del suo accento siciliano era pesantemente discriminata. A un certo punto, per non essere presa in giro, smise del tutto di parlare. Una storia da romanzo: le ho detto che dovrebbe scriverne e mi ha risposto che in parte l'ha fatto in una postfazione a un libro di Camilleri. Ripercorso insieme a lei, che con i suoi personaggi ha un rapporto molto stretto, di tipo materno, Cortile nostalgia mi è piaciuto ancora di più che alla semplice lettura.

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