lunedì 12 giugno 2017

da Carla Vasio


Carla Vasio è nata nel 1923. Era una bellissima ragazza, ed è ancora bella, vivace e ironica. Sono andata a trovarla nella sua casa romana per parlare con lei di Tuono di mezzanotte, il suo libro di racconti appena uscito da Nottetempo. In poche pagine Vasio riesce a raccogliere un insieme di potenti suggestioni. Immagina che, in una notte senza nuvole, un caseggiato sia scosso a mezzanotte da un tuono. Quella notte il bambino del sottoscala scappa di casa per non farsi trovare da chi ha portato via suo padre; negli appartamenti dei piani di sopra qualcuno lo vede aggirarsi nel buio; ognuno viene colto in un particolare momento della sua vita; anni dopo il caseggiato è abbattuto per fare spazio a un megastore. Abbiamo cominciato l’intervista parlando di questo libro a cui tiene molto (mi ha detto che ne sta scrivendo un altro), poi siamo passate al suo memoriale sul Gruppo ’63, Vita privata di una cultura (quanto ci siamo divertiti, era pura gioia di vivere, è stato uno dei  sui commenti riguardo a quel periodo) e alla sua esperienza alla Libreria dell’Oca, vicino piazza del Popolo (alle sei venivano tutti, gli arrivati, gli avventurieri, i cauti). Fuori onda mi ha raccontato che sì, stando in mezzo a tanti uomini, si doveva difendere (non mi piaceva fare comunella, ci provavano tutti, ma io li tenevo a distanza, ho avuto due compagni importanti, la mia vita privata la tenevo separata dalla letteratura); che in libreria facevano anche il gelato e quando era vecchio ci aggiungevano il gin perché nascondesse il sapore; che avrebbe voluto fare la traduttrice per Einaudi ma le fu risposto che il suo italiano era impeccabile, mentre l’inglese doveva ancora studiarlo; che si è sempre tenuta fuori dalle cricche e sulla porta mi ha ringraziato per come l’avevo interrogata. volevoesserecarlavasio

Nessun commento: