mercoledì 21 giugno 2017

la carbonara del 7 luglio

a diciotto anni sono stata un mese ospite di una famiglia di amici dei miei genitori in California, a San José. Padre ingegnere, madre insegnante, due figlie, una un po' più grande di me e una un po' più piccola. Secondo i miei era una meravigliosa opportunità di visitare l'America e loro erano entusiasti di avermi; in realtà sono stata scomoda sin dall'inizio: la figlia maggiore non ne voleva sapere di me, con l'altra non avevamo niente da dirci. Madre e figlia si sentivano in dovere di spupazzarmi, facendomi visitare le attrazioni locali. Me la sono cavata leggendo (mi ero portata Don Chisciotte: mai libro mi è stato più caro di questo). Più di trent'anni dopo è arrivato il momento di ricambiare l'ospitalità: Andrea, così si chiama la ragazza di un tempo, ha organizzato un tour europeo con il marito e i tre figli. Il 7 luglio fa tappa a Sperlonga, le ho detto che saranno da me per tutto il week end. Oggi mi ha scritto per avere l'indirizzo preciso e ha timidamente avanzato una richiesta: vorrebbe la pasta alla carbonara perché mia madre una volta gliel'aveva fatta e le era rimasta impressa come l'unico piatto italiano che le piacesse davvero. Io ero qui che pensavo, chissà se apprezzeranno le vongole, la mozzarella. Ora so che devo fare una bella scorta di uova, parmigiano e pancetta; sono già più tranquilla.

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