domenica 25 giugno 2017

Qualcosa sui Lehman


se non fosse stato selezionato per la cinquina del Campiello, e non avessi dovuto affrontarlo per lavoro, difficilmente mi sarebbe venuto in mente di leggere Qualcosa sui Lehman di Stefano Massini: romanzo/ballata di settecentosessantasei pagine sulla famosa famiglia americana dal momento dello sbarco del capostipite come immigrato a New York fino ai giorni nostri. E mi sarei persa un gran bel libro, ricco di personaggi e di atmosfere, scritto con ritmo e ironia, utilissimo per capire fonti e sviluppo dello spirito americano. Tutto parte da Heyum che nel 1844 arriva in America da Rimpar, Baviera; ha ventisei anni e non sa una parola d’inglese. Suo padre è un mercante di bestiame ebreo e all’inizio la corrispondenza tra i due è fittissima. Heyum diventa Henry, apre un negozio di stoffe e abiti in Alabama, lavora come un somaro, e sposa Rose, invece della Bertha che avrebbe dovuto aspettarlo in Germania. Lo raggiungono i due fratelli minori, Emanuel e Meyer e sul negozio compare l’insegna Lehman Brothers, che nel corso degli anni subirà varie mutazioni. Se Henry è la testa e Emanuel il braccio, Meyer è la patata: sta in mezzo tra loro, smussa gli angoli, risolve i conflitti. E questi non mancano perché i fratelli ebrei si espandono in ogni direzione, non sempre in accordo tra loro: dal cotone alle banche, dal caffè ai cataloghi postali, dal petrolio ai trasporti. Quella raccontata da Massini è soprattutto una storia di uomini (nell’albero genealogico posto all’inizio del libro non compaiono i nomi delle figlie, solo quelli dei figli), ma le donne contano eccome: Rose, rimasta vedova prematuramente di Henry, insiste perché i fratelli passino la mano ai figli, per tutelare la sua prole; e poi ci sono mogli che consolano, mogli che vengono da famiglie influenti, fino all’ultima generazione dove ci sono le mogli che si cambiano (Bobbie ne colleziona tre). Mentre i Lehaman prosperano e si spostano dall’Alabama a New York, c’è la guerra di successione, poi ci sono la prima e la seconda guerra mondiale e in mezzo il crollo di Wall Street con i suoi suicidi a catena, ma i soldi chiamano soldi e il marchio resiste fino allo spettacolare crollo del 2008. Anche dal punto di vista stilistico e linguistico succede di tutto: dalle formule matematiche agli elenchi, dal fumetto alla canzone al cinema e la cultura yiddish è così presente c’è bisogno di un glossario per orientarsi tra i suoi termini. A teatro La trilogia dei Lehmann (I Tre Fratelli, Padri e Figli e L’Immortale), tratta dal romanzo, ha avuto la regia di Luca Ronconi; il libro è pubblicato da Mondadori.

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