sabato 10 giugno 2017

Sieranevada


a pranzo ho detto a mio padre che nel pomeriggio sarei andata con Antonella a vedere Sieranevada, un film romeno di tre ore tutto ambientato in interni. Mi ha chiesto, parlano romeno? Una volta rassicurato sul doppiaggio, ha detto, potrei venire con voi. Si è fatto un sonnellino sul divano e alle quattro ci siamo avviati insieme al cinema. La prima scena di Sieranevada fa vedere da lontano una coppia che lascia una macchina in divieto di sosta, poi il marito sposta la macchina. Il tutto dura forse cinque minuti, in cui sentiamo quasi esclusivamente il rumore del traffico. Poi i titoli di testa sul nero e torniamo sulla coppia in macchina. La moglie rimprovera il marito perché ha comprato il vestito sbagliato per la recita della figlia, insiste per fare la spesa da Carrefour prima di andare a casa della suocera, e per andare in viaggio in Thailandia invece che in Grecia. Il resto del film si svolge in un appartamento pieno di gente: si celebrano i quaranta giorni dalla morte del padrone di casa e la moglie ha invitato a mangiare da lei i tre figli, sua sorella, e una coppia di amici. Cristi Puiu, regista e sceneggiatore del film, racconta un’incontro familiare che si svolge a Bucarest ma potrebbe svolgersi a Roma, così come in qualsiasi altra parte del mondo. Si parla di politica e c’è il complottista di turno che avanza dubbi sull’undici settembre, c’è il maniaco di internet che cerca qualunque cosa in rete, c’è la zia isterica che si lamenta del marito fedifrago, c’è la giovane che ha una bambina piccola e piange e tiranneggia il marito, c’è la ragazza che porta a casa una conoscente ubriaca, c’è la vecchia nostalgica del comunismo, c’è il militare che confessa la sua paura, c’è il prete che arriva in ritardo e si dà un sacco di arie, e infine c’è il protagonista, il dottore che dice di non essere più dottore, che prova per tutto ciò che lo circonda e per se stesso una gran pena che tramuta in un’amarissima risata finale. Una famiglia vista dal corridoio, in cui sono più le porte sbattute che gli abbracci scambiati: la famiglia nella sua vera essenza. Papà, nonostante ami i film semplici, con pochi personaggi e intrecci commoventi, ha retto bene alla prova e non mi ha fatto neppure troppo domande.

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