venerdì 30 giugno 2017

sul vulcano

il parco nazionale di Timanfaya con le sue montagne di fuoco è davvero impressionante: la strada si snoda tra chilometri di lava, dappertutto pietra nera, nessuna vegetazione, nessun colore. Peccato che la visita vera e propria si debba fare in pullman. Le macchine vanno lasciate nel parcheggio in cima, e sul pullman una voce registrata ripete in spagnolo, inglese e tedesco la storia delle spaventose eruzioni durate dal 1730 al 1736 e ripetutesi nel 1824. Stamattina oltre al vento c'erano dei nuvoloni scuri, una perfetta atmosfera infernale, ma la folla di turisti rompeva l'incanto. E noi siamo stati tra i primi a salire, chi si avventurava dopo era costretto a lunghe file in macchina prima di accedere al parcheggio del vulcano. Da lì siamo andati alla lunga spiaggia di Famara, dove una serie di bandierine rosse proibivano di tuffarsi in mare. I surfisti non si lasciavano scoraggiare e mi si è stretto il cuore pensando al figlio che, finito l'esame di maturità, va con gli amici nell'isola di fronte a questa a far surf. Pomeriggio rilassato nella piscina naturale che tiene a bada le onde. Anche oggi il nostro pieno di sole, di vento e di mare l'abbiamo fatto.

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