lunedì 3 luglio 2017

Il simpatizzante

il Capitano al centro del romanzo il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, tradotto da Luca Briasco per Neri Pozza, vive immerso nella duplicità: intanto perché fa la talpa al servizio dei Viet Cong tra i vietnamiti filoamericani, poi perché l'America dove ha svolto gli studi universitari (e scritto la tesi su Graham Greene) lo attrae e lo disgusta in egual misura, e infine per la sua natura di "bastardo" (è figlio di una vietnamita e di un prete francese e ha subito per questo pesanti discriminazioni da parte dei parenti materni). Il libro si apre nell'aprile 1975 con una memorabile ritirata da Saigon: il Generale, al cui servizio il protagonista lavora da cinque anni, è costretto a scappare a Los Angeles con la famiglia e i collaboratori più stretti; i posti in aereo sono limitati e il destino di chi resta pare segnato. Il Capitano riesce a inserire nella lista il suo amico fraterno Bon, ma sulla pista questo perde moglie e figlio per una sparatoria. Dopo la concitazione dell'inizio, il libro descrive più distesamente la vita quotidiana degli espatriati vietnamiti in America, tutti costretti a svolgere lavori manuali e tutti immersi in una nuvola di frustrazione e risentimento; il Generale e sua moglie, l'elegante Madame, aprono un ristorante per raccogliere soldi con cui organizzare la controrivoluzione. Per compiacere il Generale e distogliere da sé ogni sospetto di tradimento, il Capitano, rimasto in contatto con il suo amico e mentore Man in Vietnam, si trova a pianificare ben due delitti di innocenti, i cui fantasmi continueranno a comparirgli davanti. Prima  di tornare nel suo paese insieme all'aspirante suicida Bon, il Capitano fa in tempo a innamorarsi di una signora di origine giapponese che gli si concede con disinvoltura e della figlia maggiore del Generale, che invece è un osso duro. Un'altra parte rilevante del racconto riguarda la lavorazione di un film sulla guerra nel Vietnam: divenuto consulente del regista (un simil Francis Ford Coppola pieno di sé), il Capitano va nelle Filippine con il resto della troupe e si batte perché le comparse vietnamite godano di un minimo di considerazione. Il tono scelto dall'autore scivola spesso nel satirico, non mancando di registrare le follie hollywoodiane (l'attore che non si lava per calarsi nella parte di eroe tutto dedito alla missione, il bambino prodigio che ruba la scena agli altri, la diva lesbica con cui ci provano tutti). La forma che Viet Thanh Nguyen dà alla sua narrazione è quella di un memoriale: il protagonista dichiara subito di essere chiuso in una cella e di star scrivendo le sue confessioni. E così si arriva all'ultima parte del libro, la più indigesta, quella dedicata alla pratica della tortura. Premio Pulitzer 2016, Il simpatizzante è un romanzo a più strati che, evidenziando le follie di rivoluzionari e controrivoluzionari nel tormentato paese asiatico, mette in luce le crepe della democrazia e dell'intero sistema di vita degli americani. Davvero notevole.

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