venerdì 7 luglio 2017

maturità

ieri sera dopo la cena familiare al ristorante sono riuscita a ottenere che il figlio mi illustrasse la sua tesina sul 1929 e su quello che era successo in quell'anno. Mi è parso sicuro di sé, convincente. Ha smorzato il mio entusiasmo dicendo, guarda che so solo questo, del nazismo, di Pirandello, di qualsiasi altra cosa non so niente di niente. Stamattina ha acconsentito a malincuore a lasciar assistere al suo esame la sorella, tornata dal mare per lui.  Alle nove e mezza il figlio mi ha chiamato con un tono tra il sollevato e il bastonato. Della tesina ai prof non importava niente, mi hanno chiesto Manzoni, Svevo, Matteotti, Van Gogh: si è capito che non li avevo studiati. Poveri prof, altro che maturità.

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