sabato 22 luglio 2017

serve aiuto

la mattina è volata tra la spesa e i preparativi. I ragazzi sono arrivati alla spicciolata dopo l'una, lamentandosi del traffico (nessuno di loro aveva pensato a mettersi in macchina prima delle dieci e avevano tutti l'aria assonnata di chi si è svegliato prima del tempo). Il cibo era tanto e il caldo pure, è rimasta metà della roba. Alle tre sono sgusciata via al mare, mentre il marito, sempre più squagliato, continuava ad alternarsi nei ruoli di fuochista e fotografo. Ho nuotato a lungo lontano da tutti e sono riuscita persino ad aprire il mio libro. Alle sei e mezza ho trovato il tavolo in giardino pieno di bottiglie, piatti sporchi, bicchieri mezzi pieni, cicche. Ho sparecchiato sotto gli occhi di un gruppetto di maschi che giocava pigramente a ping pong. Uno di loro mi ha chiesto, serve aiuto? Ho alzato lo sguardo e lui ha detto, serve. Se portate i bicchieri in cucina mi fate un favore. Cinque bicchieri sono stati alzati, poi qualcosa li ha distratti e lo sparecchio l'ho continuato da sola. Tornano dal mare a gruppi e fanno una specie di merenda con quello che è rimasto; i più se ne vanno, qualcuno resta a dormire. La figlia è molto contenta; un tempo non ci avrebbe voluto tra i piedi alla sua festa, ora non chiede di meglio che averci a pieno servizio.

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