sabato 12 agosto 2017

a Newport

nei giorni passati ero stata molto serena; stamattina alla partenza da Albany invece mi sono sentita oppressa da un pensiero fisso e, siccome non è da me tacere un'ossessione, il viaggio da Albany a Newport è stato un lungo monologo sulla vacanza progettata dal marito in Croazia con i fantomatici amici ungheresi. Il succo del discorso era se vai, tra noi è finita, ed è un peccato finirla visto che stiamo bene insieme. Abbiamo parlato parlato parlato e le bellezze di Newport, il suo porto affollato di barche a vela, le ville maestose, il sentiero sulla scogliera, sono scivolate in secondo piano. In realtà sono convinta che debba andare e togliersi questo sfizio, ci mancherebbe solo averlo intorno sconsolato per il resto dell'estate. Questa cosa non doveva pianificarla, fa parte del suo stato d'insoddisfazione che lo spinge a sognare momenti di evasione, ma se vuoi evadere da un matrimonio fallo per bene e di nascosto, oppure alla luce del giorno e tronca il matrimonio, senza pretendere di tenere tutto insieme, la moglie felice e la vacanza autonoma. Mi pare che abbia recepito il messaggio, per ora e sia  alquanto afflitto. Io sputato il rospo sono più tranquilla, le cose andranno come devono andare. Psicanalizzare il marito mi ha un po' stancato e chissà che il mio punto di vista non sia pure sbagliato.

Nessun commento: