giovedì 10 agosto 2017

a Toronto Island Park

dice di essere stufo del suo lavoro ma ci resta invischiato, come ha sempre fatto, il marito. Così stamattina, per lasciargli fare la sua call indisturbato, sono sgusciata fuori dalla stanza e mi sono andata a vedere l'Art Gallery of Ontario, che è ospitata in un edificio nuovo in piena Chinatown (l'impressione che dà l'architettura di Toronto è di gran disordine: costruiscono, costruiscono ma i grattacieli sembrano spuntare a casaccio e i vecchi edifici sono mezzi in rovina). La galleria al primo piano ospita vari impressionisti, due Picasso, un Van Gogh; al piano di sopra i canadesi che dipingono paesaggi innevati a cui non sono riuscita ad appassionarmi, e una sorprendente sala piena di statue di Henry Moore. Ci siamo dati appuntamento all'uscita e visto che il tempo era bellissimo abbiamo preso il traghetto per l'isola di fronte insieme a una gran massa di vacanzieri con biciclette, materassini, asciugami e merende. Uno degli Uber preso in questi giorni ci ha detto che qui è stata un'estate freddina e piovosa: oggi faceva caldo quasi come a Roma. A differenza di Roma l'isola è tutta fiorita e ordinata, mette di buon umore. Con le biciclette che abbiamo affittato ce la siamo girata in lungo e in largo e poi abbiamo trovato una spiaggia clothing optional dove ci siamo stesi per un po' al sole (in mezzo a una popolazione a prevalenza gay molto garrula ed espansiva). La vista di Toronto dal mare da sola vale la gita. Al ritorno sosta al St Lawrence Market con banchi dove tutto è gigante: le bistecche, i salmoni, le aragoste, e persino le vongole. Toronto non è una meta imperdibile ma un giorno e mezzo a girarla è volato e domani si torna in America.

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