domenica 13 agosto 2017

arrivo a Boston

a Boston siamo arrivati in un soffio, abbiamo lasciato la macchina all'aeroporto e una brusca ispanica conducente di Uber ci ha portati nell'albergo chic nella zona della finanza. La stanza non era pronta e ci siamo mossi verso il mercato con l'idea di mangiare un boccone, poi Boston ci ha catturato con  le sue case di mattoni in perfetta armonia con i grattacieli più avveniristici, le sue strade piene di gente, di suonatori, di giocolieri, i tavoli da ping pong e le scacchiere, le barche, i giardini e siamo rimasti in giro fino a tardi. Con il mio compagno di viaggio ho parlato più in questi giorni che nei quasi quarant'anni che lo conosco. Ho vuotato il sacco sui miei velleitari tentativi di adulterio, e lui mi ha ascoltato tra l'inorridito e il divertito. Come si fa a sentire una persona così vicina e così lontana nello stesso momento. Viaggio molto impegnativo soprattutto emotivamente e Boston ancora più bella di come la immaginavo.

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