venerdì 11 agosto 2017

da Toronto ad Albany

partiamo presto e stavolta la strada è sgombra e anche piacevole da attraversare, una volta che ci lasciamo alle spalle i sobborghi di Toronto, fitti di grattacieli, mentre altri spuntano qua e là in costruzione (ma che farà mai tutta questa gente in città?). Sosta a Gananoque, un'amena cittadina canadese, quasi al confine con l'America, da cui partano barche per le innumerevoli isolette verdi, non a caso chiamate Thousand Islands. Il tempo di mangiare un boccone e di nuovo in macchina, immersi nell'America dei campi di grano e delle mucche. Mentre il marito guida spensierato con Tiziano Ferro che canta dal suo ipod, sul telefono arriva un messaggio dal vicino di Sperlonga. Nonostante sia un poliziotto, il vicino è l'uomo più mite, prudente e inoffensiva che io conosca. Il messaggio recita così: veglia sui ragazzi, ieri notte c'è stato un grosso diverbio, anche se ora la situazione sembra tranquilla. Il che tradotto e liberato dal diplomatichese del vicino vuol dire, vostro figlio è fuori controllo, lui e i suoi amici non ci hanno fatto dormire con le loro urla selvagge mentre tu ne vai in giro a farti gli affari tuoi, intervieni, cazzo. Chiamo il figlio che mi risponde con tono contrito e per prima cosa pronuncia la fatidica frase, non è colpa mia, sono stati Alessandro e Gazzino a litigare dopo una partita. Mi figuro la scena del poker notturno in veranda con i ragazzi strafatti di alcol e marijuana che si scambiano insulti e vorrei sprofondare. Chiedi scusa ai vicini e caccia tutti da casa, gli dico concitata e lui, mortificato, va bene. Una volta arrivati ad Albany lo risento al telefono, mi assicura che l'incidente è superato, l'amico rissoso è ripartito, la madre del vicino gli ha detto che si era preoccupata per lui che conosce da quando era piccolo, e mi arrivano anche le scuse di Alessandro. La vergogna resta, il figlio che schiamazza di notte con i genitori oltreoceano ce lo saremmo risparmiati volentieri. Albany è piena di palazzi monumentali, fa caldo e non c'è un'anima in giro. È solo una tappa e facciamo shopping selvaggio di medicine. Non siamo normali neppure noi.

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