lunedì 7 agosto 2017

una domenica a Washington

l'albergo scelto dal marito è a Georgetown, la parte vecchia di Washington: case in mattoni rossi, negozi carini, e un piccolo approdo sul fiume, ieri sera pieno di gente. Noi siamo scesi dall'aereo alle quattro di pomeriggio parecchio stonati e ci siamo sforzati di non buttarci subito a dormire, ma la prima passeggiata e cena in città ce le siamo godute poco, non sognavamo altro che un letto. Stamattina è andata meglio. Avevamo le idee chiare: il marito voleva vedere il museo di storia naturale (quello con gli scheletri di dinosauri: imponente, ma un po' vecchiotto come impostazione), io la National Gallery (stupenda, e siamo stati i primi all'apertura, me la sono goduta quadro per quadro). Dopo aver trascorso così piacevolmente la mattinata, ci siamo concessi un ristorante messicano dove ho mangiato il guacamole più buono di sempre preparato davanti ai nostri occhi. A questo punto per vedere più cose possibili siamo saliti su un autobus rosso e arrostendoci un po' (nel frattempo era uscito un gran sole) abbiamo visto la Union Station, il Campidoglio e vari monumenti.      Di Washington mi ha colpito l'aspetto di vetrina del paese: i meravigliosi musei con ingresso gratuito (troppi ce ne sono rimasti da vedere, tornare qui in un'altra occasione è d'obbligo), i memoriali ai caduti in guerra, le statue dei presidenti eroi, tutto questo sta a dire al mondo e agli stessi cittadini americani, noi siamo questo, e non si capisce lo spirito americano nella sua versione migliore se non si vede Washington dal vero, insieme alla variegata folla di autoctoni. Oltre al bus turistico abbiamo usufruito dei servizi di uber e lyft: passaggi in macchina a prezzi ridottissimi con il marito entusiasta della sua tecnologia (prenotazione e pagamento tramite iPhone) e un surplus di interessanti chiacchiere (ci sono capitati un autista marocchino ex mucista innamorato di Napoli e un salvadoregno spaventato dal suo paese). Cosa fanno gli abitanti di Washington la domenica? Corrono.  E a vederli correre su queste fantastiche piste viene voglia d'imitarli. Chi mi aveva detto, Washington è brutta?

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