sabato 6 gennaio 2018

50 primavere


 Blandine Lenoir ha quarantaquattro anni e nel film che ha scritto e diretto si proietta avanti di sei. La sua Aurore (interpretata magistralmente da Agnès Jaoui) è una cinquantenne un po’ sovrappeso, con una bellissima faccia e una gran voglia di vivere. Ha due figlie che ha allevato da sola, una incinta e una con un fidanzato musicista testa di rapa; un ex marito precocemente invecchiato alle prese con figlie pestifere; una migliore amica divertente e provocatrice. Mentre combatte contro le vampate e la voglia di piangere, Aurore perde il lavoro nel ristorante in cui lavora da anni e si ritrova a fare le pulizie con un’immigrata nera laureata, che le dà un ironico benvenuto nel mondo degli ultimi. Sostenuto da un bel ritmo e ricco di spunti di riflessione su cosa voglia dire essere donna, 50 Primavere è un film che delizia le spettatrici (bastava sentire i commenti ad alta voce oggi pomeriggio al cinema Eden). I momenti migliori: la cena con musica in cui Aurore e il suo amore dei tempi del liceo non riescono a scambiarsi una parola e ricorrono al linguaggio dei gesti e il ballo scatenato della protagonista che immagina di avere intorno a sé le sue due bambine (qui mi sono commossa).

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