domenica 7 gennaio 2018

Gelide scene d'inverno


Gelide scene d’inverno di Ann Beattie, tradotto da Martina Testa per minimum fax, è un romanzo del 1976. Se non fosse per i riferimenti pratici (il telefono a gettone, i dischi, le domande che restano senza risposte perché non si ha google per cercarle) sembrerebbe scritto ieri, la sua carica depressiva si attaglia perfettamente ai nostri tempi. Tutto ruota intorno a Charles, che ha ventisette anni ma è così stanco, così disilluso, così monotono da dimostrarne cinquanta di più. Charles fa “un lavoro di merda”, ha una madre che ogni tanto inscena un tentativo di suicidio; un patrigno patetico; un amico dai tempi delle elementari che gli scrocca bevute e pasti e alla fine si traferisce da lui; una sorella più giovane che si tiene a distanza; un capo che lo consulta sulle bizze del figlio e infine una donna con cui ha avuto una relazione che continua a rimpiangere. Charles va al lavoro, pensa a Laura, fa la spesa, telefona a Laura, esce a bere, sogna un futuro con Laura, prova a interessarsi a una collega, rievoca il profumo di Laura, risponde alle telefonate di Pete, parla di Laura con Sam. Il lettore sa, come lo sa Laura, che tutto questo ha poco a che fare con l’amore e molto con l’ossessività, che è il tratto predominante di Charles. Personaggi raggelanti raccontati con uno stile raggelante, che è il tratto più notevole del libro.

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