mercoledì 17 gennaio 2018

So tutto di te


l’inglese Clare Mackintosh è stata in polizia dodici anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. So tutto di te, uscito da DeA nella traduzione di Chiara Brovelli, è il suo secondo romanzo: 444 pagine che si leggono con un ritmo sempre più affannoso seguendo l’intensificarsi dei colpi di scena. C’è un io narrante, Zoe Walker, una quarantenne che lavora come contabile a Londra, separata, con due figli e un compagno giornalista: in metropolitana, scorrendo un giornale, trova la proprio foto tra gli annunci erotici. Poi c’è una narrazione in terza persona che segue il personaggio di Kelly Swift, agente della Omicidi declassata alla Polizia dei Trasporti perché ha picchiato uno stupratore, e infine c’è la voce del cattivo che appare negli intermezzi in corsivo (chi si nasconda dietro questa voce si scopre solo nell’ultima pagina del romanzo). Tutto ruota intorno a un sito internet in cui, a pagamento, si trovano informazioni su donne che prendono ogni giorno i mezzi pubblici (la loro fotografia, la loro taglia, il loro itinerario, come si vestono, le loro abitudini). Gli utenti di questo sito sono potenziali molestatori, stupratori, assassini, che trovano eccitante sapere tutto di qualcuno che non li conosce. Una donna dovrà essere uccisa e un’altra violentata prima che la polizia, sollecitata da Kelly, che conquista l’appoggio di Nick Rampello, l’ispettore capo di origini italiane, prenda seriamente in considerazione la denuncia di Zoe. Quanto a lei, comincia a dubitare di tutti: del suo ambiguo datore di lavoro, del suo convivente che non le ha detto di aver perso il lavoro, del viscido fidanzato di sua figlia, del figlio che è un mago del computer… Usando lo strumento del thriller, Mackintosh affronta temi di grande rilevanza sociale come la solitudine delle vittime di abusi sessuali (che spesso non se la sentono di affrontare l’impatto dei processi sulle loro vite) e la violazione continua di privacy che subiamo in nome della sicurezza  e per essere presenti sui social network (l’uso delle telecamere nella metropolitana e le immagini condivise su facebook hanno un ruolo di primo piano nella trama). Mackintosh passa da Roma il 31 gennaio; io pronta per intervistarla.

Nessun commento: