lunedì 19 febbraio 2018

La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg

nelle 450 pagine di La corsara, Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza), Sandra Petrignani ripercorre  passo passo  vita e opere dell’autrice di Lessico famigliare, rileggendola dai primi racconti agli ultimi articoli sui giornali, andando sui suoi luoghi e facendosela raccontare dalle persone che l’hanno conosciuta. Il tratto umano prevalente è quello della sincerità: una Ginzburg “tremendamente sincera” accoglie una  giovane Petrignani che va a casa sua a farsi giudicare un inedito con le parole: “non l’ho capito, siccome non l’ho capito non mi piace.” Nata a Palermo il 14 luglio 1916, Natalia cresce a Torino, e nella sua  natura il riserbo torinese convive con il calore della città natale. Se l’incontro fondamentale della sua vita è quello con Leone Ginzburg, che sposa a ventidue anni e perde quando ne ha ventotto e tre figli piccoli (lui muore a Regina Coeli dopo un pestaggio da parte dei tedeschi che lo tengono prigioniero), per lei conta molto anche il secondo marito Gabriele Baldini, contano gli amici, da Cesare Pavese a Italo Calvino da Elsa Morante a Cesare Garboli, e conta la casa editrice Einaudi, per la quale oltre a scrivere, legge e traduce. Petrignani descrive il rapporto di Ginzburg con la politica, dall’iscrizione giovanile al Partito d’Azione in omaggio a Leone al ruolo di deputata, svolto all’insegna di un pacifismo radicale. La scrittura resta fino agli ultimi giorni la sua passione principale e le capita in sorte, proprio a lei così schiva e per nulla autocelebrativa, di mettere le mani al Meridiano che la fa entrare nel novero dei classici. Tra i giudizi su di lei riportati in fondo al volume spicca quello di Giorgio Pressburger: “ non aveva nulla di doppio, e questo incuteva rispetto e meraviglia”.  

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