lunedì 19 febbraio 2018

Tutti i nomi del mondo

romanzo polifonico, Tutti i nomi del mondo appena uscito da Mondadori, riassume in sé i mondi cari al suo autore, Eraldo Affinati: il suo ruolo di insegnante, la travagliata storia della sua famiglia d’origine, i suoi viaggi (quasi sempre pellegrinaggi sulle tracce di scrittori e opere). C’è una ricerca di senso che percorre tutto il libro: Affinati si chiede e si fa chiedere dagli allievi di una vita (evocati in un simbolico megappello che ne costituisce l’ossatura ) perché fa quello che fa, da dove nasce e dove porta l’impegno profuso per diffondere l’italiano tra “scalcinati ragazzi”, per lo più di passaggio. A fare da contraltare  c’è la voce di Ottavietto, l’alunno di borgata che, con il suo romanesco irridente, si premura di smorzare i toni, di riportare sulla terra il professore dagli alati propositi. Lo sfondo è quello della periferia romana in cui Affinati vive e opera, un posto dell’anima, nonostante le sue brutture o forse proprio per quelle. L’idea di fondo è che ogni incontro determina quello che siamo: Tutti i nomi del mondo è un libro che apre orizzonti, facendoci sentire la limitatezza di quello nel quale siamo calati.

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