giovedì 15 marzo 2018

I comunisti che vinsero alla lotteria


un paese di diecimila abitanti in cui il tempo sembra essersi fermato, un impiegato afflitto da una depressione strisciante, una vincita collettiva alla lotteria, il sogno di mandar via un sindaco corrotto: questi alcuni degli ingredienti del romanzo I comunisti che vinsero alla lotteria, esordio letterario di Vladimiro Polchi, pubblicato da Rizzoli. Ilario Morale viene mandato dal Ministero a Pietra Rosata a ritirare il tagliando vincente e da quel momento la sua vita monotona  e triste conosce un’accelerazione: i vecchietti della sezione del partito comunista rivoluzionario, capitanati dall’ottantenne segretario Nino, si fidano di lui e decidono di buttarlo nell’agone politico, investendo gran parte dei soldi vinti nella difficile battaglia elettorale contro il pessimo sindaco uscente. Scanzonato, utopico, controcorrente: Polchi racconta un’Italia marginale che preferisce l’amore ai soldi, la resistenza all’omologazione.      

1 commento:

Silvia Bragalini ha detto...

Ciao! Non conoscevo questo romanzo, grazie per la segnalazione :-)

Complimenti per il blog, molto carino! Da oggi ti seguirò volentieri :-)