sabato 3 marzo 2018

il pranzo di pesce

la figlia coglie l'occasione del voto e torna in treno a Roma. Passa a casa per cambiarsi, ci compare davanti con una specie di tutina che le lascia scoperte le gambe e le tette. Va a cena con le amiche e poi in discoteca. Domani voglio un pranzo leggero con pesce, non mangio mai sano da sola, domenica ristorante con il nonno e la nonna, così le sue disposizioni. Stamattina leggo il messaggio dormo da Giorgia, che significa che io sono senza macchina, non me l'ha riportata. Il marito mi lascia in palestra e quando esco mi scapicollo in pescheria e dal fruttivendolo sotto la pioggia scrosciante. Preparo il pranzo, lei entra in casa con addosso la tutina ciancicata e gli occhi tipo panda perché non si è tolta il trucco. Pallidissima, fa fatica a mandar giù gli spaghetti alle vongole, persino la leggerissima sogliola non le va per niente. Ho bevuto un po' troppo ieri sera, ci comunica. Si butta a letto dopo pranzo. Si alza,  va in bagno, vomita. Sorride, s'infila un paio di jeans, un maglione ed esce. Ci tiene a dirmi che ha vomitato solo gli spaghetti che ha fatto suo padre, non il pesce che le ho cucinato io a vapore (il famoso vomito selettivo). Quell'altro da Maastricht batte cassa perché il week end prossimo va a trovarlo la fidanzata torinese finto australiana con le puzze sotto il naso e lui ci tiene a fare bella figura. Semi alcolizzati e pieni di pretese; tutto nella norma.

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