domenica 4 marzo 2018

Il tempo di Andrea


se in Magnifica, il libro precedente di Maria Rosaria Valentini, la tormentata storia di una famiglia s’intrecciava con quella del borgo in cui si svolgeva dando via a una narrazione tumultuosa, Il tempo di Andrea (sempre pubblicato da Sellerio) presenta un unico personaggio, Andrea, il figlio di Magnifica, e un unico ambiente, la struttura ospedaliera in cui è ricoverato. Come sempre in Valentini a stupire è la lingua: un italiano ricco, capace di aderire al reale e insieme di suscitare echi profondi. Andrea è ricoverato insieme a casi molto gravi; dopo l’ictus i dottori dubitavano di poterlo salvare, ma lui pian piano ha ripreso coscienza. In ospedale lo chiamano Silos, è stato trovato senza documenti e i suoi familiari ignorano dove sia finito. Nella mente del paziente riaffiorano i ricordi: la casa di Roma dove viveva con i genitori e la nonna; la portinaia che lo faceva giocare da lei; Esterina, la ragazza che ha corteggiato e sposato; Preziosa, l’amata figlia. Il problema è che Andrea dalla sua vita si sente respinto; Esterina ha smesso di amarlo e non vuole neppure che veda Preziosa. Il romanzo cala il lettore nello spazio ospedaliero, nella sua tetra routine fatta di pasti insapori e facce angosciate. La cosa più viva lì dentro è il sangue che continua a scorrere dal naso di Andrea: lui ne è così cosciente che quasi gli piace quel sangue. Un racconto particolare, di grande efficacia narrativa.

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