venerdì 27 aprile 2018

La casa sul mare


ci sono molte cose belle in La casa sul mare di Robert Guédiguian: innanzitutto c’è la casa con il suo balcone sospeso sull’acqua, poi ci sono tre fratelli che si sono persi negli anni e si ritrovano accanto al padre paralizzato da un ictus e infine tre bambini profughi che superano il terrore. Ambientato in un piccolissimo paese vicino Marsiglia, sovrastato dalla ferrovia e ormai quasi privo di abitanti, il film parte da un ritorno temporaneo che si prolunga, divenendo per i protagonisti l’occasione di fare pace ognuno con i propri demoni. La trama poteva fermarsi qui, registrando le nevrosi di Joseph (che da buon rivoluzionario va a letto con una ragazza che ha la metà dei suoi anni); di Angèle (che per non pensare alla morte di sua figlia è stata in giro per il mondo con il teatro e non ha più voluto vedere suo padre); di Armand (che non si è fatto una vita ed è rimasto a gestire l’agonizzante ristorante di famiglia) e raccontando il loro incontro con i bambini sbarcati chissà da dove e con chi. Invece Guédiguian ci aggiunge un’anziana coppia che si suicida, pur di non farsi mantenere dal figlio che è un medico di successo e pure gentile, e un giovane pescatore fanatico dell’attrice. Non del tutto convincente, ma resta la piacevolezza del sogno di un porto sicuro in cui finalmente approdare.

Nessun commento: