lunedì 30 aprile 2018

La vendetta del perdono

quattro racconti magistrali sul tema del perdono e sugli imprevedibili risvolti di questo gesto complicato: li ha scritti Éric-Emmanuel Schmitt e li ha pubblicati e/o, con il titolo La vendetta del perdonoe la traduzione di Alberto Bracci Testasecca. Schmitt, che vive a Bruxelles ed è nato in Francia nel 1960, ha una grande felicità narrativa, testimoniata anche dall’abbondanza della sua produzione letteraria. Qui parte da due sorelle gemelle, una buona e una cattiva; la cattiva si macera sin da piccola nell’invidia per l’altra, che esteriormente le somiglia, ma ha un carattere migliore del suo, non si sogna di augurarle sciagure e le lascia passare sempre tutto: a ottantant’anni la svolta (ma sarà proprio così?). Nel secondo racconto un banchiere si trova a dover riconoscere il figlio che ha fatto a sedici anni con una ragazza che aveva un danno mentale e lo amava con tutta se stessa; trascinato nel baratro da questo, l’uomo capirà la portata della sua crudeltà verso l’essere più puro e indifeso mai incontrato. Nel  terzo la madre di una ragazza violentata e uccisa da un maniaco decide di andarlo a trovare in carcere perché sviluppi quel tanto di umanità da poter soffrire per le sue azioni depravate; l’ultimo è dedicato a un vecchio aviatore convinto di aver ucciso in volo l’autore del Piccolo Principe e al suo gesto di riscatto. Scritti benissimo, ricchi di svolte sorprendenti, capaci di cogliere le contraddizioni che ci sono in ogni gesto umano, mai semplicemente improntato alla bontà o alla cattiveria.

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